Le amputazioni del campo visivo diventano confluenti, si ingrandiscono, a volte si urta una sedia, si striscia una macchina nel parcheggio. Ancora è possibile che il soggetto non si renda conto coscientemente del problema e lascia passare un anno o due prima di recarsi ad una visita oculistica.
Alla fine il campo visivo si riduce enormemente e la visione appare come se fosse attraverso il buco della serratura , a questo punto il soggetto, allarmato, si reca dall’oculista. Non c’è via di ritorno, si può solo fermare la malattia a questo stadio.
Nel glaucoma ad angolo aperto, l’aumento della pressione è lento. Non c’è dolore ma l’atrofia delle fibre nervose è inesorabile.
L’attenzione al nostro corpo nella società moderna è quasi sempre di tipo estetico, difficilmente con i ritmi di vita attuali poniamo l’attenzione a piccoli segnali che il nostro organismo ci invia. Facilmente conviviamo con malesseri cronici leggeri e fastidiosi (disturbi digestivi, mal di testa, dolori articolari). Difficilmente la nostra attenzione risulta così bene indirizzata.
Esistono due tipologie di glaucoma, così diverse fra loro da far sospettare due malattie distinte: glaucoma ad angolo chiuso e glaucoma ad angolo aperto.

Il glaucoma ad angolo chiuso può provocare una cefalea devastante, con fortissimo dolore oculare che si irradia al capo, con nausea e vomito. Può simulare una cefalea di altra natura, una sindrome gastro-intestinale. Il paziente non sa cosa gli accade, perché l’esordio è improvviso e violentissimo.
Questo attacco acuto è determinato da una predisposizione anatomica dell’ occhio sulla quale si inserisce una causa scatenante che determina rapidamente un elevatissimo rialzo della pressione oculare.
Il fenomeno è facilmente comprensibile se si immagina l’occhio come un palloncino pieno d’acqua, dove il liquido (umore acqueo) viene continuamente prodotto dai corpi ciliari (strutture anatomiche che si trovano subito dietro l’iride) e scaricato attraverso le strutture dell’angolo camerulare (zona anatomica situata tra la faccia anteriore periferica dell’iride e la faccia posteriore della parte periferica della cornea), per 360 °.
Quando questo spazio (dove viene drenato l’umore acqueo) si restringe (ad esempio nel sonno o quando la pupilla si dilata), la pressione oculare aumenta proprio come avverrebbe in un palloncino che si riempie troppo di acqua.
Paradossalmente questo tipo di glaucoma è il più evidenziabile e pertanto la cura è in genere tempestiva.
Il glaucoma ad angolo aperto, al contrario, è un killer silenzioso che avvelena la qualità della vita poco al giorno senza che il paziente se ne accorga.
Si avverte qualche debole malessere senza dolore, si vedono a volte degli aloni colorati, nulla di più. In genere il soggetto è sempre troppo indaffarato per correre dietro a queste sensazioni.
Dopo un certo periodo di tempo potrebbero esserci dei piccoli buchi nel campo visivo, talmente piccoli da poter non essere notati coscientemente, come se mancasse qualche pixel su uno schermo, un dente nero in un sorriso.
L’unica sicurezza è nella visita oculistica preventiva
I mezzi diagnostici oggi a nostra disposizione sono molto sofisticati, si riesce a cogliere persino la predisposizione allo sviluppo di un glaucoma, si riesce a stabilire se la cura è efficace o debba essere sostituita con una diversa già ai primi stadi.
Le terapie sono numerose, mediche, con laser o chirurgiche. Ogni caso deve essere attentamente studiato mediante sofisticati esami clinici, seguito nel follow-up, curato secondo la tipologia del glaucoma.
Oggi, grazie al diffondersi dei controlli oculistici, è raro trovare persone che arrivano alla cecità, ma ce ne sono ancora molte. Troppe.
Ogni volta rimango stupita, profondamente amareggiata e anche arrabbiata quando trova una persona cieca che facilmente poteva essere salvata.
